Dell'inutilità della guerra

E' da quando ho raggiunto l'età della ragione che mi chiedo se la guerra possa avere una qualche utilità, dal momento che viene ancora considerata un mezzo al quale ricorrere, talvolta con entusiasmo.
Me lo chiedo ogni volta che ne sento parlare, ogni volta che ne incrocio un'immagine. E' dallo scorso lunedì che ci ripenso, inseguita dalle immagini di To shoot an elephant, e ogni volta che mi torna alla mente mi ripeto incredula: questa non è una storia, non è un film. Alberto Arce era lì, filmava in diretta. Anche i reporter di guerra lo fanno, ma molte volte al loro lavoro è concesso uno spazio così esiguo da non arrivare nemmeno alla nostra coscienza.

Possono avere un'utilità i morti ammazzati? Possono avere un'utilità i luoghi distrutti?
Il tentativo di annientare un popolo può servire ad altro che ad alimentare la sua disperazione?

"Ci rimane solo Dio ad aiutarci", affermava una donna.
E da quel Dio ho sentito chiedere la maledizione sul nemico. Come se un Dio potesse uccidere un figlio per salvare l'altro.
"Di quanti morti avete bisogno?" La domanda di un uomo di Gaza agli operatori internazionali mi ha richiamato alla mente l'inizio del Salmo 8: "Fino a quando, Signore?"
La domanda dell'uomo di Gaza però è posta all'interlocutore giusto, a quello che deve una risposta, cioè al resto dell'umanità: di quanti morti abbiamo bisogno per capire che non serve aggiungere morti insensate alla morte di per sé insensata che raggiungerà tutti?
Quanto denaro dovremo buttare nelle armi e nelle opere di ricostruzione prima di accorgerci che sarebbe stato meglio usarlo per costruire, non solo edifici, ma relazioni?

Resto senza risposta, ma so che non sono queste le domande che vorrei pormi.

8 febbraio: replica di "To shoot an elephant"

Non ho ancora commentato la proiezione di To shoot an elephant, ospitata da Paolino Szczepanski un paio di settimane fa, perché attendevo la possibilità di dare questo annuncio:
Lunedì 8 febbraio alle ore 22.30 si replica.
Il film ha suscitato molto interesse, tanto che il pubblico presente in sala presso la Galleria e anche gli amici di Cyberlandia hanno chiesto di poterlo rivedere. E siamo lieti di poterli accontentare, questa volta proponendo la versione originale con i sottotitoli in italiano. Speriamo di avere tra noi anche altre persone che non sono riuscite a seguirlo il 18 gennaio.

Ci vediamo lunedì sera, quindi, alle 22.30 a questo indirizzo:
http://slurl.com/secondlife/Galleria/84/96/22

Il film può essere seguito anche sul web, grazie al nostro partner Moovioole: http://www.moovioole.it/eventi

La guerra non è mai la soluzione


Ho la fortuna di portare la parola pace nel mio nome, in quello di battesimo e in quello da avatar. Ringrazio i miei genitori per questa scelta, che mi onora di una responsabilità grande.

Credo che la pace sia una scelta intelligente e una meta raggiungibile. Non rifiuto il conflitto, che è una pratica utile e necessaria: mette in luce divergenze e posizioni non condivise. Mi piacerebbe però che il conflitto non facesse perdere di vista, mai, ciò su cui esiste un accordo. E mi piacerebbe che il conflitto non diventasse mai violenza, che non passasse mai sopra il bene delle singole persone.

Raccontare una guerra dev'essere un compito arduo. E' possibile non schierarsi? E' possibile tener conto delle ragioni e dei torti di tutti i contendenti? Come si può essere testimoni di un avvenimento che è intrinsecamente un male?

Alberto Arce ha un'opinione precisa in merito e ci invita a lasciar da parte l'imparzialità. Con il suo film "To shoot an elephant", realizzato insieme a Mohammad Rujeilah, ha scelto di raccontare l'operazione "Piombo fuso" (dicembre 2008-gennaio 2009) - 21 giorni di bombardamenti sulla striscia di Gaza- stando all'interno del territorio attaccato, dalla parte delle ambulanze che accorrevano in soccorso dei civili feriti. Ha scelto di mettersi dalla parte dei soccorritori, convinto che il loro lavoro offrisse la prospettiva più onesta su ciò che stava accadendo.

Il suo film sarà proiettato in tutto il mondo lunedì 18 gennaio, nei centri e nelle sale che intendono aderire all'iniziativa. Il film è disponibile gratuitamente, sotto licenza Creative Commons, attribuzione non commerciale.

Anche Second Life parteciperà alla distribuzione, ospitando la proiezione nel cinema
della Galleria Szczepanski (http://slurl.com/secondlife/Galleria/84/96/22) alle ore 22.30.
Il film sarà inoltre visibile, sempre alle 22.30 a Cyberlandia, Metaverso italiano, nella sim Pellicano (per raggiungere pellicano accedere a Cyberlandia e, una volta entrati, copiare nella chat il link http://slurl.com/secondlife/Pellicano/73/213/22).

Ringrazio 2lifecast che ha deciso di raccogliere l'invito di Arce, la cineteca Mooviole che ha modificato la propria programmazione per sostenere l'iniziativa (sul sito http://www.mooviooole.it/eventi la proiezione sarà alle 21 e alle 23), Paolino Szczepanski che ha messo a disposizione il proprio cinema per l'evento e gli amici di Cyberlandia, in particolare ramon123 Babenco.

Non ho ancora visto il film, benché fosse possibile. Lo farò lunedì insieme agli amici che ci raggiungeranno in Galleria. Mi aspetto un'esperienza forte, cruda, dolorosa. Mi aspetto di essere disturbata.
Spero di comprendere qualcosa in più di questa tragedia che non sembra volerci abbandonare, e che si chiama guerra, anche se non mi servono altri motivi per rifiutarla.

Per maggiori informazioni:

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HOW TO PARTICIPATE
on the web: http://www.mooviooole.it/eventi
January 18th, 09:00 pm and 11:00 pm (UTC/GMT : +1)
January 18th, 10:30 pm (UTC/GMT : +1)

To watch the movie on the web, please use Quicktime 7 or VLC
free download at
(QuickTime) http://www.apple.com/quicktime/download/
(VLC)http://www.videolan.org/vlc


Un nuovo anno di sogni, da sogno

certezze


Colloquio tra sposi il 1 gennaio.

Lei: Buon anno, amore. Come sarà il 2010?
Lui: Bellissimo.
Lei: Cosa te lo fa pensare?
Lui: Tu.

:-) Grazie amore...

Il cammino ricomincia a Natale

"Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi" (Ambrogio da Milano)

Ringrazio la mia amica Silvia per avermi inviato questo augurio. Condivido il pensiero e faccio lo stesso augurio a tutti. Buon Natale.


I mondi si sono parlati: un passo avanti

Non so in quanti eravamo, ma forse non ha tutta questa importanza, in questo momento.

I mondi si sono parlati, quindi abbiamo fatto esperienza del fatto che è possibile farlo.

Se vogliamo trovare il vero successo della serata, a mio avviso lo dobbiamo cercare nelle persone che l’hanno resa possibile, su entrambi i fronti. Mondi Comunicanti, per me, è stata una splendida opera corale.

Ho avuto il piacere di partecipare in Second Life e di unirmi poi ai festeggiamenti che si sono tenuti a Comunità 1, Cyberlandia, OpenSim. Ma soprattutto ho avuto l’opportunità di osservare le ultime fasi della preparazione ascoltando chi era direttamente coinvolto: organizzatori, builders, scripters, responsabili delle sim collegate.

E l’impressione che ne ho ricevuto è stata straordinaria. Ognuno ha fatto tutto quello che poteva, più di quello che poteva. Second Life e Open Sim si sono confermati ambienti che vedono la presenza e la cooperazione di personaggi eccellenti, capaci, coraggiosi. In fondo non è difficile pensare che sia tempo perso… bisogna crederci per decidere di spenderlo così.

E allora, se anche i mondi immersivi fossero soltanto questo - la possibilità di lavorare insieme, ciascuno con le proprie caratteristiche, per un obiettivo comune, con l’indubbio vantaggio che deriva dalla maggiore facilità a riconoscersi fra simili - a me pare già molto. Perché in fondo i residenti lo possono affermare: in un ambiente come Second Life o OpenSim ognuno porta se stesso, impara a fare delle cose, cresce, cambia, spesso migliora. E non rimane confinato lì dentro, ma torna ai suoi luoghi consueti, forse cresciuto, cambiato, migliore. A voi sembra poco?

Per chi volesse vedere cosa è successo i video della serata sono qui:


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